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Patologie reumatologiche, al via campagna che poggia sul consiglio in farmacia

15/10/2020

L'emergenza e le restrizioni anti-covid hanno avuto un effetto negativo sulle diagnosi di patologia reumatologica ...

Emergenza e restrizioni anti-covid hanno avuto un effetto negativo sulle diagnosi di patologia reumatologica, che a livello nazionale sono diminuite negli ultimi 6 mesi del 39,8% rispetto al 2019. I dati giungono dalla ricerca “Vivere con una patologia reumatologica”, presentati venerdì durante un webinar su covid e modelli organizzativi della sanità. In questo scenario si inserisce la campagna “Reuma che? Parlane con il tuo farmacista”, organizzata dall’Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare (Apmarr Aps) in partnership con Federfarma e Federfarma Lombardia.

Al via dal 20 ottobre, l’iniziativa affida il proprio messaggio allo slogan “Conoscere per riconoscere”: più si sa, più crescono le diagnosi precoci. Dalla prossima settimana, pertanto, tutti i cittadini saranno invitati a recarsi in farmacia per essere orientati e informati sulle patologie reumatologiche, grazie al consiglio del farmacista che saprà indirizzarli verso il miglior percorso di diagnosi e cura.

«La farmacia si conferma punto di riferimento essenziale sul territorio nel campo dell’educazione sanitaria» commenta Marco Cossolo, presidente di Federfarma «coloro che sono affetti da patologie rare, così come i cronici e gli anziani, rientrano nella categoria dei pazienti fragili ai quali da sempre la farmacia rivolge particolare attenzione per agevolarli, offrendo servizi che facilitano l’accesso alle prestazioni sanitarie come la telemedicina».

«Durante il periodo dell’emergenza» spiega Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia «le farmacie si sono prodigate per dare sostegno a tutti e soprattutto a chi soffre di patologie croniche. Abbiamo fatto grandi sforzi per assicurare ai pazienti i loro medicinali, per questo motivo, insistiamo sulla necessità di rendere tutti i farmaci disponibili nelle farmacie del territorio».

«La fase più critica della pandemia ha dimostrato la debolezza di un sistema che esclude il territorio da una completa presa in carico del paziente affetto da malattie croniche» ha aggiunto Andrea Mandelli, presidente della Fofi «in troppi casi limitare la distribuzione e la prescrizione del farmaco alle strutture del Ssn, spesso lontane dal domicilio del paziente e con orari di accesso limitati, ha determinato gravi difficoltà nella prosecuzione delle cure e nel follow up dei pazienti».

Un altro aspetto lasciato in eredità dall’emergenza sanitaria riguarda il rapporto paziente-medico reumatologo: più di 4 persone su 10 (41,3%) hanno trovato difficoltà e nel 5,1% dei casi addirittura non sono riuscite a mettersi in contatto con il proprio specialista di riferimento. «Purtroppo credo che il problema maggiore in questo drammatico periodo sia quello legato alla diagnosi delle malattie reumatologiche» interviene Roberto Caporali, direttore del dipartimento di Reumatologia dell’Asst Pini Cto di Milano e professore di reumatologia all’Università degli Studi di Milano «la diagnosi precoce è essenziale per incidere in modo significativo sulla possibilità dei pazienti di raggiungere la remissione e ridurre l’impatto della disabilità: questo, in molti casi, non è stato possibile durante la pandemia e dovremo lavorare molto per recuperare questo gap».

Covid 19 ha dunque inciso sulle condizioni di salute degli oltre 5 milioni di italiani affetti da patologia reumatologica. «Il dato sicuramente più preoccupante» osserva Matteo Santopietro, psicologo e managing director di WeResearch «è che il 44,2% delle persone intervistate, affette da patologie reumatologiche, ha dichiarato un peggioramento della propria condizione generale di salute, in particolare psicologica. E l’isolamento forzato dovuto al lockdown ha fatto mancare alle persone quel sostegno sociale che è fondamentale per il benessere psicologico di ognuno di noi e in particolar modo per chi è affetto da qualche patologia cronica».

(Fonte: www.fpress.it)


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