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Sanità digitale, c’è ancora da fare ma 1 italiano su 4 cerca la farmacia con l’app

11/05/2018

Un italiano su quattro cerca la farmacia di turno con una "app" per mobile, uno su cinque la usa per trovare la farmacia più vicina e il 19% per raccogliere informazioni sui farmaci.

Un italiano su quattro cerca la farmacia di turno con una “app” per mobile, uno su cinque la usa per trovare la farmacia più vicina e il 19% per raccogliere informazioni sui farmaci. Tra i 35-44enni, invece, quasi un connazionale su due usa smartphone o mobile per reperire la farmacia di turno (45%) e più di uno su tre per individuare l’esercizio più vicino. Sono alcune delle evidenze che emergono dalla ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano, presentata ieri nel capoluogo lombardo. L’indagine scatta una fotografia della digitalizzazione in Sanità chiazzata da luci e ombre: cresce della spesa per l’e-Health, che nel 2017 raggiunge l’1,1% della spesa sanitaria pubblica (1,3 miliardi di euro, +2% rispetto all’anno precedente), ma l’80% degli italiani preferisce ancora muoversi di persona per ritirare i referti clinici o pagare il ticket (e sette assistiti su dieci non vogliono rinunciare al consulto in studio con il medico, piuttosto che scrivergli via e-mail, sms o whatsapp). La cosa strana è che tra i professionisti della Sanità, invece, la digitalizzazione è molto più pronunciata: per esempio, usa whatsapp con l’obiettivo di scambiarsi più facilmente dati, immagini e informazioni il 63% dei medici di famiglia e il 52% degli specialisti.

Tra i pazienti, invece, manca ancora la stessa consapevolezza: nell’ultimo anno ha optato per un consulto nello studio del medico l’86% degli italiani, mentre l’83% ha pagato di persona una prestazione e l’80% ha ritirato direttamente referti e documenti clinici (impiegando in media 45 minuti a uscita se la meta era l’Asl o l’ospedale, oppure 20 in farmacia). Se invece l’80% dei nostri connazionali li scaricasse dal web (tempo medio 5 minuti), un altro 10% si recasse in farmacia e il restante 10% nelle strutture sanitarie, si risparmierebbero costi sociali per 1.630 milioni di euro. soprattutto se si tratta di un, del pagamento delle prestazioni (83%) e del ritiro dei referti (80%).

Anche nella telemedicina, altro tema dell’e-Health di stretto interese per le farmacie, la strada da percorrere è ancora lungaa. La spesa per la diagnostica a distanza è aumentata lievemente (24 milioni, erano 20 nel 2016), ma, nonostante si parli ormai da molti anni di queste soluzioni, soltanto il 38% dei manager delle Aziende sanitarie riconosce alla telemedicina potenzialità di rilievo. Il servizio più diffuso è il teleconsulto tra strutture ospedaliere e dipartimenti, a regime in circa un terzo dei centri considerati dalla ricerca. Allo stesso modo, la percentuale di medici specialisti e medici di medicina generale che utilizza soluzioni di telemedicina è limitato: utilizzano il teleconsulto l’11% dei medici specialisti e il 4% dei mmg, fanno invece ricorso a servizi di teleassistenza il 5% degli specialisti e il 4% dei generalisti, nonostante livelli di interesse all’utilizzo sempre superiori al 50%.

Fonte: www.fpress.it


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