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Incontinenza, da convegno milanese proposta per un nuovo modello distributivo

09/02/2018

Il ricorso a un sistema di "voucher" per i presidi per l'incontinenza acrescerebbe l'efficienza del servizio e lo avvicinerebbe alle reali esigenze degli assistiti: questa la proposta lanciata dal Cems dal Convegno dell'8 febbraio.

Nella dispensazione in regime integrativo dei prodotti per l’incontinenza, il ricorso a un sistema di “voucher” come quello già adottato in molte regioni per la celiachia accrescerebbe l’efficienza del servizio e lo avvicinerebbe alle reali esigenze degli assistiti. Questa, in sintesi, la proposta lanciata dal Cems (Centro economia e management nella sanità della Liuc, Libera università Carlo Cattaneo) dal palco del convegno organizzato ieri a Milano per parlare di assistenza integrativa. L’evento, ospitato a Palazzo Pirelli, è servito ai ricercatori dell’Ateneo per anticipare le linee portanti del nuovo modello distributivo cui il Cems sta lavorando per proporlo alle autorità sanitarie regionali, un modello imperniato sullo strumento dei voucher: ogni assistito incontinente, in parole povere, verrebbe sottoposto a una valutazione clinico-infermieristica che ne determinerebbe il profilo (incontinenza lieve, media, grave) e a ciascun livello corrisponderebbe uno specifico budget o una certa quota di rimborso. Che verrebbe scalato a ogni acquisto come già accade in molte regioni per la celiachia.

Un modello di rimborso dei prodotti per l’incontinenza di questo genere, hanno sottolineato i ricercatori della Liuc, darebbe all’assistito la libertà di scegliere il prodotto per incontinenza che meglio si adatta alle sue esigenze e il canale di vendita in cui ritirarlo. Inoltre, si accrescerebbe la competizione tra i produttori (con benefici sull’innovazione), si sottoporrebbero gli acquisti a tracciabilità (evitando così che il paziente si rifornisca di prodotti incompatibili con il suo profilo), si semplificherebbe la burocrazia a carico dell’amministrazione sanitaria e infine si eviterebbero gli sprechi legati a forniture sovradimensionate rispetto alle reali esigenze (dalle analisi del Cems, è emerso che con la distribuzione in farmacie viene fornito un numero di pannoloni inferiore di un settimo a quello erogato a domicilio).

Tra i relatori intervenuti al convegno la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, che ha espresso apprezzamento per la proposta e ha messo sul tavolo la collaborazione delle farmacie del territorio. «Il sistema dei voucher è attualmente utilizzato nella nostra regione per l’erogazione dei prodotti da celiachia» ha ricordato «e rappresenta indubbiamente una best practice da esportare in altre forniture». Le farmacie, poi, potrebbero assistere il paziente che ha difficoltà nell’individuare il prodotto più adatto, attraverso un percorso di counselling che rientrerebbe perfettamente nella farmacia dei servizi.

Fonte: Fpress.it


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